Principio fondamentale. La sedazione non cura il delirium. Va considerata soltanto in presenza di distress marcato o rischio immediato, dopo identificazione delle cause, trattamento del dolore, correzione delle alterazioni fisiologiche e tentativo di misure non farmacologiche. Le indicazioni devono essere adattate a RCP, prontuario e protocolli locali.

1. Profilo del paziente e setting

Nessun dato viene inviato o salvato. Inserire solo le informazioni necessarie alla valutazione.

2. Red flags e stabilità clinica

Se è presente una condizione critica, il problema prioritario è il setting e il trattamento causale, non la ricerca del sedativo “perfetto”.

3. Screening 4AT

In reparto utilizzare il 4AT. In ICU o recovery sono preferibili CAM-ICU o ICDSC.

4AT totale: 0/12
Delirium o deterioramento cognitivo significativo improbabili, salvo forte sospetto clinico.

4. Cause reversibili

Ricercare sistematicamente i driver. L’agitazione può essere il primo segno di una condizione critica.

5. Misure non farmacologiche

6. Soglia per una terapia farmacologica

7. Controindicazioni e modificatori della scelta

8. Riferimento farmacologico rapido

Dosi orientative geriatriche tratte dalla guida. Verificare sempre RCP, prontuario, interazioni, funzione epatica/renale e protocolli aziendali.

Farmaco Ruolo Dose iniziale riportata Avvertenze principali
Aloperidolo PO/IM Opzione classica di breve durata nel delirium non da astinenza con distress/rischio. 0,25–0,5 mg PO; 0,5 mg IM se necessario. Rivalutazione 30–60 minuti. ECG ed elettroliti. QT, EPS, disfagia/aspirazione. Evitare in Parkinson e Lewy.
Quetiapina PO Alternativa off-label quando si vuole ridurre il carico extrapiramidale. 12,5–25 mg PO; rivalutazione dopo circa 60 minuti. Sedazione, ipotensione, cadute e QT. Evidenza specifica limitata.
Risperidone PO Alternativa off-label a bassissima dose. 0,25–0,5 mg PO; rivalutazione dopo circa 60 minuti. EPS, QT e ipotensione. Prudenza marcata nel fragile.
Olanzapina PO Alternativa orale selezionata. Nell’anziano considerare 5 mg/die come dose iniziale più bassa. Sonnolenza, ipotensione ortostatica e bradicardia.
Olanzapina IM Agitazione grave selezionata, preferibilmente in area monitorizzata. >60 anni: 2,5–5 mg IM. Eventuale seconda dose dopo 2 ore. No benzodiazepine parenterali entro 1 ora. Monitoraggio PA, FC, FR e coscienza per 4 ore. Evitare in MI acuto, angina instabile, severa ipotensione o bradicardia.
Lorazepam Non di routine nel delirium non da astinenza. Centrale nel withdrawal. Nella pratica geriatrica riportata: 0,5 mg PO/IM, con rivalutazione 30–60 minuti. Depressione respiratoria, oversedation, cadute; rischio maggiore con oppioidi e insufficienza respiratoria.
Promazina / Talofen Non preferenziale nel fragile cardiopolmonare. Nessuna dose generale robusta proposta dalla guida. Carico sedativo, ipotensivo e anticolinergico.
Dexmedetomidina EV ICU: agitazione che impedisce ventilazione, svezzamento o estubazione. Infusione 0,2–1,4 µg/kg/h; nei fragili partire più in basso; nessun bolo. Monitoraggio continuo. Bradicardia, ipotensione, BAV avanzato e severa disfunzione ventricolare.
Propofol EV Solo sedazione ICU/procedurale con gestione avanzata delle vie aeree. Avvio lento e titolazione all’effetto; evitare boli rapidi nell’anziano. Apnea, ipotensione, bradicardia e arresto.
Midazolam Non per gestione routinaria del delirium di reparto. Solo in contesto specialistico o palliativo definito. Depressione respiratoria e oversedation.
Clonidina Solo aggiunta nel withdrawal con iperattività autonomica. Seguire protocollo specialistico locale. Non monoterapia per delirium o crisi da astinenza. Bradicardia e ipotensione.
Ketamina Nessun ruolo standard nel delirium geriatrico di reparto. Non proposta nel protocollo ward-delirium. Può complicare il quadro neuropsichiatrico; riservata a indicazioni specialistiche.
Scenario: BPCO, ipercapnia o insufficienza respiratoria
Il bersaglio primario è la correzione dello scambio respiratorio. Valutare NIV bilevel nell’acidosi respiratoria da riacutizzazione di BPCO e NIV/CPAP nell’edema polmonare cardiogeno. Evitare la benzodiazepina “riflessa”. Se l’agitazione impedisce il supporto respiratorio, aumentare il livello di monitoraggio e coinvolgere precocemente l’area critica.
Scenario: Parkinson o demenza con corpi di Lewy
Evitare aloperidolo. Correggere cause e ambiente, richiedere consulenza specialistica precoce. Se una terapia orale è indispensabile, la quetiapina a dosi molto basse viene utilizzata nella pratica clinica, ma resta una scelta off-label e con evidenza limitata.
Scenario: astinenza da alcol o benzodiazepine
Le benzodiazepine diventano il trattamento di prima linea perché riducono sintomi, crisi e delirium da astinenza. Clonidina e dexmedetomidina possono essere soltanto aggiunte per iperattività autonomica; non trattano da sole la fisiopatologia del withdrawal.
Scenario: fine vita
Nel paziente nelle ultime giornate di vita il target diventa il comfort proporzionato. Separare questo percorso dal protocollo generale di delirium, coinvolgere familiari e caregiver e seguire il protocollo palliativo locale per farmaco, via, dose e monitoraggio.